Multa mai notificata? Ricorso entro 30 giorni.

Multa mai notificata? Ricorso entro 30 giorni.

Il soggetto  che riceve la notifica di una cartella di pagamento relativa ad una multa per violazione al Codice della Strada senza aver mai ricevuto la notifica del verbale presupposto, nel caso volesse opporsi a tale atto deve necessariamente  farlo  proponendo ricorso entro trenta giorni dalla notifica di quest’ultima.

Tale principio è stato statuito dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 22080 del 22 settembre scorso, che si è pronunciata sul  contrasto giurisprudenziale esistente sul punto tra le varie sezioni della Suprema Corte.

“L’opposizione alla cartella di pagamento, emessa ai fini della riscossione di una sanzione  amministrativa pecuniaria comminata per violazione del codice della strada, va proposta ai sensi dell’art. 7 del decreto legislativo 1 settembre 2011, n. 150 e non nelle forme della opposizione alla esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ.,qualora la parte deduca che essa costituisce il primo atto con il quale è venuta a conoscenza della sanzione irrogata in ragione della nullità o dell’omissione della notificazione del processo verbale di accertamento della violazione del codice della strada. Il termine per la proponibilità del ricorso, a pena di inammissibilità, è quello di trenta giorni decorrente dalla data di notificazione della cartella di pagamento.”

Nessun risarcimento per l’incidente durante la scuola calcio

Nessun risarcimento per l’incidente durante la scuola calcio

In virtù di una recente sentenza della  Corte di Cassazione, sezione III civile, sentenza 22 settembre 2016, n. 18600 non vi è alcuna responsabilità in capo all’allenatore o alla scuola calcio, per il danno riportato da uno degli allievi della scuola calcio a seguito di una “pallonata” ricevuta durante una partitella.

La Cassazione ritiene tale vento non evitabile, neppure utilizzando la massima diligenza facendolo, pertanto,  rientrare nella normale alea di una tale attività sportiva.

Ai fini di una responsabilità ex art. 20148 c.c.- Responsabilità dei genitori, dei tutori, dei precettori e dei maestri d’arte – secondo la suddetta pronuncia della Suprema Corte “incombe allo studente l’onere di provare il fatto costitutivo della sua pretesa, ovvero l’illecito subito da parte di un altro studente, e sulla scuola l’onere di provare il fatto impeditivo, ovvero di non aver potuto evitare, pur avendo predisposto le necessarie cautele, il verificarsi del danno; in particolare, non puo’ essere considerata illecita la condotta di gioco che ha provocato il danno se e’ stata tenuta in una fase di gioco quale normalmente si presenta nel corso della partita, e si e’ tradotta in un comportamento normalmente praticato per risolverla, senza danno fisico, in favore dei quello dei contendenti che se ne serve, se non e’ in concreto connotata da un grado di violenza ed irruenza incompatibili col contesto ambientale e con l’eta’ e la struttura fisica delle persone partecipanti al gioco.

 

Affrancazione e trasformazione diritto superficie in proprietà Comune di Roma

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Lo Studio si sta occupando del problema relativo all’affrancazione ed alla trasformazione del diritto di superficie in proprietà degli alloggi del Comune di Roma edificati nei PDZ ai sensi della L. 167/1962 e della L. 865/1971.

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La Cassazione definisce i principi  per il corretto calcolo del tasso effettivo globale come previsto dall’articolo 644 c.p.

La Cassazione definisce i principi per il corretto calcolo del tasso effettivo globale come previsto dall’articolo 644 c.p.

Il costo delle polizze di assicurazione sottoscritte dal cliente al momento della stipula di un contratto di finanziamento, a norma lella Legge 108/1996, dell’art. 644 C.P. e del TUB, è rilevante al fine della verifica della correttezza del TEG e dell’ISC (TAEG) contrattualmente indicato dall’istituto di credito.Quanto all’usurarietà dei mutui, il cui TEG sia stato calcolato ed indicato dalla banca senza tenere conto dei costi delle polizze facoltative, è di particolare importanza la recente sentenza della Suprema Corte Cass. civ., sez. I, 05 Aprile 2017, n. 8806. Est. Dolmetta

Il principio di diritto enunciato da Giudice di legittimità è il seguente:

In relazione alla ricomprensione di una spesa di assicurazione nell’ambito delle voci economiche rilevanti per il riscontro dell’eventuale usurarietà di un contratto di credito, è necessario e sufficiente che la detta spesa risulti collegata all’operazione di credito. La sussistenza del collegamento, se può essere dimostrata con qualunque mezzo di prova, risulta presunta nel caso di contestualità tra la spesa e l’erogazione ”

 

Diritto alla provvigione del Mediatore anche se non era a conoscenza dell’ipoteca sull’immobile oggetto della compravendita.

Diritto alla provvigione del Mediatore anche se non era a conoscenza dell’ipoteca sull’immobile oggetto della compravendita.

Il Mediatore ha l’obbligo, per non incorrere in responsabilità professionale, di provvedere alla comunicazioni alle parti interessate alla compravendita le circostanze a lui note relative alla valutazione ed alla sicurezza dell’affare, tale obbligo di informazione previsto dall’ art. 1759 c.c., va comunque  commisurato alla normale diligenza.

Secondo la Corte di Cassazione Sentenza n.8849 del 05.04.2017, “non rientra nella comune ordinaria diligenza, alla quale il mediatore deve conformarsi nell’adempimento della prestazione, lo svolgimento, in difetto di particolare incarico, di specifiche indagini di tipo tecnico giuridico, quale come nel caso di intermediazione in compravendita immobiliare, quella relativa all’accertamento, previo esame dei registri immobiliari, della libertà dell’immobile oggetto della trattativa dalle trascrizioni ed iscrizioni pregiudizievoli.”

Pertanto in mancanza di una diversa previsione il Mediatore ha comunque diritto alla provvigione anche quando il promissario acquirente viene a conoscenza, soltanto dopo la stipula del preliminare di compravendita, che l’immobile in questione è gravato da ipoteca.

Viene, pertanto, esclusa la responsabilità professionale del mediatore perché  l’incarico ricevuto, in assenza di una specifica previsione, non comporta l’obbligo di svolgere approfondite indagine circa l’esistenza o meno di iscrizioni o trascrizioni pregiudizievoli sull’immobile oggetto di trattativa.

Casi di “taglio”del debito ex legge n. 3/2012.

Casi di “taglio”del debito ex legge n. 3/2012.

 

Il piano del consumatore.

Nel piano del consumatore, dove non tutti vi possono accedere. non richiede il consenso dei creditori, con la conseguenza che è possibile la falcidia del debito senza che il titolare del credito sia d’accordo.

La decisione su di essa è pertanto rimessa esclusivamente al Giudice, il quale deciderà in base ad una relazione particolareggiata redatta dall’OCC (Organismo di composizione delle Crisi), nominato dallo stesso Tribunale.

La particolarità di questa procedura è che con essa è possibile interrompere tutte le procedure esecutive in corso, tra le quali sicuramente rientrano le esecuzioni forzate sugli immobili, comprese le aste.

E necessario evidenziare tuttavia che, se il piano del consumatore è approvato ma nel tempo non viene rispettato, tutto torna come prima e le procedure esecutive vengono riattivate.

 

Il “taglio” dei debiti tributari

 la legge, in caso di debiti tributari, non prevedeva alcune possibilità di “tagli” in tal senso.

Tuttavia alcuni Giudici hanno addirittura tagliare il debito IVA!!

In tal senso è stata una sentenza del 2015 con la quale il Tribunale di Busto Arsizio ha decurtato dell’80% il debito di un Contribuente nei confronti di Equitalia, andando quindi oltre al testo normativo.

 

Cassazione: responsabile  chi iscrive ipoteche eccessive

Cassazione: responsabile chi iscrive ipoteche eccessive

Cassazione sentenza della Terza Sezione civile, n. 6533 del 05/04/2016

La Corte ritiene giustamente che il creditore  che iscrive ipoteca per un valore superiore ad un terzo del credito vantato (artt. 2875 2876) pone in essere una condotta abusiva.

Questo il principio affermato:  “nell’ipotesi in cui risulti accertata l’inesistenza del diritto per cui è stata iscritta ipoteca giudiziale e la normale prudenza del creditore nel procedere all’iscrizione dell’ipoteca giudiziale, è configurabile in capo al suddetto creditore la resp. ex art. 96, 2c cpc, quando non ha usato la normale diligenza nell’iscrivere ipoteca sui beni per un valore proporzionato rispetto al credito garantito, secondo i parametri individuati dalla legge (2875 e 2876 cc) così ponendo in essere, mediante l’eccedenza del valore dei beni rispetto alla cautela, un abuso del diritto della garanzia patrimoniale in danno del debitore”.

La Cassazione estende il risarcimento diretto anche nei sinistri con tanti veicoli

La Cassazione estende il risarcimento diretto anche nei sinistri con tanti veicoli

Una recente ordinanza della Suprema Corte di Cassazione, la n. 3146/17, depositata il 7 febbraio, in contrasto con le prassi liquidative, sia stragiudiziali che giudiziali precisa …le norme sul risarcimento diretto, è applicabile anche se ci sono più veicoli coinvolti, purchè non ci siano più di due veicoli responsabili.

In merito a tale sentenza non più il numero di veicoli coinvolti dirimente, ma quello dei responsabili.

Le conseguenze di questa sentenza sono difficili da immaginare e solo il tempo potrà dare le risposte in merito al comportamento che assumeranno le Compagnie di Assicurazioni.

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